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FAUSTO DE STEFANI

 

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Fausto De Stefani (Asola, 11 marzo 1952) è un alpinista italiano.

È stato il secondo alpinista italiano dopo Reinhold Messner ed il sesto al mondo ad aver scalato tutte le quattordici vette superiori agli 8000 metri s.l.m. (nel periodo 1983-1998), anche se l'impresa non è unanimemente accettata.

Tutte le salite sono state compiute in stile alpino senza l'uso di bombole d'ossigeno, eccetto quella sull'Everest del 1996.

Inizia l'attività alpinistica a diciotto anni. Nel 1972 diventa istruttore provinciale di addestramento di salita su roccia e ghiaccio per il Club Alpino Italiano. Per dieci anni svolge un'intensa attività per lo più sulle Alpi occidentali e centrali, sulle quali apre nuove vie. A ventinove anni (1981) diventa Istruttore Nazionale di Alpinismo (INA) del CAI.

A partire dal 1981 rivolge il proprio interesse verso le catene dell'Himalaya e del Karakorum, scalando in successione tutte le più alte vette al mondo, spesso in "stile alpino" (ovvero con equipaggiamento leggero). Nel 1983 in Asia scala il K2, la sua prima vetta sopra gli ottomila.

Nel 1988 è tra soci fondanti dell'associazione internazionale "Mountain Wilderness", della quale dal 1993 è garante internazionale e con cui ha organizzato la spedizione internazionale "Free K2" per la pulizia del monte dai quintali di rifiuti accumulati in anni dalle precedenti spedizioni.

Da anni svolge attività divulgative a favore della conoscenza  delle tematiche naturalistiche e dei problemi ad esse connessi, con conferenze e mostre didattiche in scuole ed università. Partecipa a numerosi lungometraggi e documentari che narrano del rapporto tra uomo e territorio.

Ampio rilievo ha assunto l'attività di fotografo, per la quale è conosciuto come un raffinato e poetico documentarista di natura e persone. Le sue immagini sono state esposte in numerose città europee e pubblicate su riviste specializzate internazionali.  

Negli ultimi anni, il suo impegno è rivolto alla realizzazione di progetti umanitari in Nepal, dove Si è distinto per varie iniziative umanitarie, costruendo scuole e promuovendo lo sviluppo culturale.

Descrive così la sua esperienza di alpinista: «Vado alla ricerca di oasi dove il pensiero e i sogni camminano parallelamente. Mi capita spesso di voler bloccare un sogno, di fermare il tempo. La corda di canapa sale lentamente, alla sua estremità è legato un vecchio montanaro».

 
   
 

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